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Train Chronicles

Train Chronicles – C’è viaggiatore e viaggiatore: il rappresentante

reddittumblrmailParlare di treni significa parlare di viaggiatori: ci sono quelli che non prendono mai un treno e quelli che lo prendono ogni giorno; quelli che viaggiano una volta o due all'anno (le grandi manovre!) e quelli che stanno viaggiando in treno solo perché la ditta per cui lavorano, quella volta in particolare, non intende pagare le spese di un viaggio in auto. Parlarvi dei pendolari significa avere argomenti per mesi: non voglio cominciare ora, perché in questo post voglio invece raccontarvi un aneddoto relativo a un uomo che prese il treno non molto tempo fa, in inverno, e che mi è rimasto impresso per il suo comportamento. Ero sul Brennero-Bologna che alle 7.40 ferma a Mirandola; credo fosse il 2011. È un treno che, soprattutto il lunedì, è piuttosto pieno e sul quale non è sempre semplice trovare posto. Mi sono seduta vicino ad una ragazza che probabilmente era partita molto presto, probabilmente dal Brennero: aveva un maglione verde muschio e l'odore tipico e un po' sgradevole di chi stava dormendo da molto tempo quando tu lo hai svegliato cercando di sederti facendo meno confusione possibile. Poco dopo di me è salito un uomo che ha chiesto di sedersi nell'ultimo posto disponibile dei quattro che avevo occupato con la dormiente. Sembrava davvero fuori posto, molto agitato e quasi eccitato. Si guardava intorno con curiosità, come se fosse la prima volta in vita sua in cui aveva la gioia di prendere un treno: toccava i sedili, guardava fuori dal finestrino e dentro la carrozza, studiando con interesse i viaggiatori, si alzava per mettersi più comodo. Poi, il momento fatale: quello in cui capisci istantaneamente che il tuo compagno di viaggio ha voglia di chiacchierare, mentre tu sei seriamente intenzionato a farti gli affari tuoi. La domanda di rito in questi casi è "Allora questo treno va a Bologna?". Ebbene sì, amico mio, probabilmente è la domanda più inutile che possa fare salendo da una stazione minore. Ho atteso prima di rispondere, così la ragazza con il maglione verde, quasi sicuramente una studentessa, si è sentita in dovere di rispondere. Fregata, amica mia! Adesso è tutto tuo. Lui ha cominciato a parlare. Dalle prime parole ho capito che era salito per seguire un corso, probabilmente un training per un nuovo lavoro. Era davvero eccitato per questo motivo, o forse solamente nervoso, e sentiva il bisogno di giustificare la sua presenza in treno. Nel frattempo, avevo già messo gli auricolari per cominciare la pennica da viaggio: Cinquanta minuti di sonno sono fondamentali per affrontare tredici ore fuori casa. Nonostante la musica, riuscivo a seguire un po' il discorso tra l'uomo fuori posto e la ragazza dal maglione verde. Lei, visibilmente desiderosa di riprendere il suo sonno profondo che avevamo disturbato, ascoltava con educazione. Lui aveva cominciato a parlare a ruota libera ed era seriamente intenzionato a far conversazione fino a Bologna. Doveva quindi seguire una specie di corso e si trattava di un nuovo lavoro. In tempi di crisi, passati i quarant'anni (almeno, credo potesse avere quell'età o forse anche dieci anni di più) non è semplice trovare un lavoro nuovo e soprattutto hai delle ottime ragioni a essere felice come una pasqua se riesci ad ottenerne uno. Purtroppo, sospetto fortemente per lui che fosse un lavoro di vendita: agente assicurativo o rappresentante. Forse il corso che lo attendeva era una di quelle sciocchezze sulle tecniche di vendita basate sul linguaggio del corpo che anche io, nel 2001 o 2002, ho dovuto seguire nella mia eterna ricerca del posto fisso. Mi sono persa tra la musica e il sonno e ho smesso di seguire la loro conversazione. All'arrivo in stazione a Bologna, tolti gli auricolari, ho sentito che stavano parlando di quello che la ragazza dal maglione verde avrebbe fatto a Bologna. Ci siamo tutti preparati a scendere e poi, all'arresto del treno al piazzale ovest, siamo scesi. Prima di trasformarti in un pendolare, passano alcuni mesi in cui non sei né un "viaggiatore della domenica" né una new entry. Sei uno che viaggia ogni giorno senza avere ancora quell'aspetto disperato, disilluso, senza prospettive di chi si affida inesorabilmente al treno e ai suoi ritardi. Ma soprattutto, non sei ancora in grado di di distinguere il potenziale rompiscatole da chi, semplicemente, ti chiede un'informazione. Tutt'ora, dopo diciassette anni di treno, non è semplice riconoscere una potenziale fonte di disturbo o di guai. In ogni caso, dopo i primi minuti di conversazione, si riesce a capire quale tipo di personaggio ci si para davanti e a trovare la giusta contromisura. Se il personaggio non ha ancora cominciato a parlare, conviene prendere il proprio lettore mp3, accenderlo (anche se è scarico!), mettere gli autircolari e chiudere gli occhi. È un chiaro messaggio: "Io adesso dormo, trova un altro interlocutore". Nel mio caso, il dormire è talmente necessario che inforco gli auricolari anche con chi mi sta simpatico. Se il personaggio ha cominciato a parlare, dormire con gli auricolari necessita di una spiegazione: "Beh, io adesso mi faccio un sonnellino." A volte capiscono, altre no. Un classico, invece, è il libro. Si tira fuori il libro, lo si apre (o si accende l'ebook reader) e si comincia a leggere. In genere, al terzo tentativo di conversazione liquidato con un monosillabo o una frase breve, l'interlocutore capisce e si diletta con qualcun altro. Mi capita spesso di aver voglia di leggere, invece, ma di essere con qualcuno con cui mi va di parlare, perciò alla fine chiudo il libro o spengo l'ebook reader e mi trasformo io nell'interlocutore molesto. Chi è studente, invece, ha una carta in più da giocare: "Mi scusi, ho un esame importante e devo studiare". Con questa dichiarazione, essere lasciati in pace diventa inevitabile. Se con nessuno di questi accorgimenti riuscite a farvi lasciare in pace, allora non c'è speranza. È il caso del nostro rappresentante: probabilmente la ragazza ha tentato in tutti i modi, ma presa dalla disperazione ha cominciato una conversazione che l'avrebbe tenuta impegnata per cinquanta minuti. Questa è la prima puntata delle nostre "Train Chronicles". Tempo permettendo, voglio darvi appuntamento ogni giovedì alle 19, sempre "se avete la pazienza di seguirmi", come dice Alberto Angela. Chiara
chiara@grannyshouse

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Blogger e copyeditor, vive nel caos e ha sempre tante idee in testa.
Vegana, yogini, fa volontariato al Canile di Mirandola "Isola del Vagabondo" ed è donatrice AVIS.
Vizia senza vergogna i suoi Bimbis e sta cercando di imparare a cucinare in una maniera decente.
Ama scrivere ma deve ancora capire se ha troppo o nulla di importante da dire.
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