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Train Chronicles

Train Chronicles – C’è viaggiatore e viaggiatore: il pendolare lo riconosci dal bagaglio

reddittumblrmailC'è viaggiatore e viaggiatore. È vero! Vi ho raccontato l'aneddoto di un viaggiatore casuale, un po' particolare, proprio la settimana scorsa. Ma prima o poi dovrò pur cominciare a parlarvi dei pendolari, che sono una categoria a sé, fatta a modo proprio. Ognuno di noi sa a che categoria appartiene, solo che il pendolare chiude gli occhi di fronte alla realtà dei fatti, convinto di essere ancora un viaggiatore qualsiasi. Ma perché? Perché essere pendolare è per prima cosa una condizione malsana dell'esistenza che rifiutiamo, una categoria in cui non vogliamo rientrare. Non si nasce pendolari ma lo si diventa. Quando? Come? Quando avviene questa metamorfosi? I sintomi compaiono poco a poco. Cominciamo dal bagaglio. Si inizia col portare lo stretto necessario: il cellulare, il portafogli coi documenti, un quaderno e una penna se sei studente. Nel corso della metamorfosi, invece, il pendolare comincia a portarsi appresso prima una piccola borsa in cui tenere anche altri oggetti necessari, poi una borsa a tracolla grande ed infine uno zaino, che diventa l'apoteosi della comodità: quando stai per perdere l'autobus o il treno stringi forte gli spallacci per una performance migliore (lo zaino che oscilla mentre corri ti fa perdere velocità) e ti trasformi in un centometrista. Lo zaino varia dal semplicissimo eastpak o invicta al superprofessional zaino portacomputer con ombrello incorporato e foro per gli auricolari del lettore mp3. I più avanzati zaini odierni hanno anche la maniglia da trolley e le ruotine per poterlo portare come una valigia. Cosa deve contenere lo zaino del pendolare DOC:
  • necessario per la toeletta;
  • ombrello portatile;
  • libro o, per i più tecnologici, ebook reader;
  • lettore mp3;
  • astuccio con penne, matita e gomma;
  • chiavetta USB;
  • settimana enigmistica;
  • net/note/ultrabook o tablet;
  • l'immancabile cestino del pranzo per chi non ha diritto ai buoni pasto o alla mensa aziendale;
  • chiavetta internet (assolutamente inutilizzabile sulla Bologna-Brennero nel tratto Bologna-Mirandola: la sola navigazione in 3G è quasi impossibile perché, oltre ai punti in cui mancano completamente delle celle alle quali agganciarsi, lungo il tragitto è un continuo connettersi-disconnettersi);
  • mensile di ricette veloci per decidere cosa preparare a cena;
  • shopper in cotone in caso di spesa dell'ultim'ora.
  • I veri professionisti hanno anche in dotazione un cambio di vestiti e, nel baule della macchina in stazione, anche la borsa della palestra già pronta per la sera.
Un tempo, nel periodo 2006-2009, prima che perdessi per l'ennesima volta il lavoro, viaggiavo spesso sul treno Eurocity notturno che percorreva la tratta Monaco-Firenze e che, per qualche strano motivo, fermava in tutte le stazioni da Poggio Rusco a Bologna. Questo treno arrivava alle 6.43 ed era l'apoteosi dello schifo e della puzza: aveva un odore misto di piedi e cipolla fritta. Essendo un treno notturno, era perlopiù composto da carrozze con le cuccette, ma le prime due carrozze erano dotate di sedili lerci come pochi ma piuttosto larghi. Questi bei sediloni lerci, in teoria, erano destinati ad essere allungati per permettere ai viaggiatori di allungare le gambe e sdraiarsi: non lo faceva mai nessuno, in parte perché ci voleva un mucchio di tempo a sistemarli, in parte perché diventava un simpatico intreccio di gambe. La dotazione da pendolare con cui viaggiavo all'epoca era arricchita anche da un meraviglioso cuscino da viaggio per la cervicale gonfiabile: appena salita, lo tiravo fuori e lo gonfiavo, poi procedevo con la mia pennica di sessanta minuti (era un treno che impiegava un mucchio di tempo ad arrivare e che rimaneva fermo fuori dalla stazione di Bologna per moltissimo tempo). Lo scopo del cuscino, ovviamente, era sopperire alla terribile scomodità prodotta da un sedile destinato ad essere reclinato ma che veniva tenuto perfettamente verticale, impedendo qualsiasi posizione comoda della testa. Ti accorgi di essere un pendolare proprio dalle piccole cose: la prima di queste è il tuo bagaglio standard. Quando ti accorgi di portare con te ogni giorno qualcosa che, in maniera permanente, può rendere il tuo viaggio più comodo, o sopperire ad un gran numero di emergenze, significa che la tua metamorfosi è iniziata e che sei inesorabilmente destinato a diventare un pendolare.
chiara@grannyshouse

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Blogger at Granny's House
Blogger e copyeditor, vive nel caos e ha sempre tante idee in testa.
Vegana, yogini, fa volontariato al Canile di Mirandola "Isola del Vagabondo" ed è donatrice AVIS.
Vizia senza vergogna i suoi Bimbis e sta cercando di imparare a cucinare in una maniera decente.
Ama scrivere ma deve ancora capire se ha troppo o nulla di importante da dire.
chiara@grannyshouse
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1 commento

  • Alice

    Ciao Chiara, mi sono riconosciuta in tutto quello che hai scritto, anche se il mio bagaglio è meno ricco del tuo!!!
    Ciao Alice

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