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Ecco la storia de “I Bimbis”.

Tutto è cominciato quando…

… sono arrivati Tsu e Nami.

Tsu & Nami cuccioli
Tsu & Nami cuccioli
Questi due sputacchi di pelo sono Tsu e Nami.

Sono nati il 2 aprile 2010 e sono cresciuti in mezzo agli scatoloni mentre Granny’s House diventava ciò che è ora.

Tsu e Nami sono fratelli e fanno parte di una cucciolata di cinque gattini. Era nostra intenzione adottare due micini, e così abbiamo sparso la voce, finché la nostra amica Caterina ci ha fatto sapere che Monica, una sua amica, aveva già adottato due fratellini, Rolly e Moo, e che i due gattini rimasti (del quinto non sappiamo nulla, se non che è stato adottato per primo) erano soli, senza mamma, e correvano il rischio di essere investiti dai trattori in campagna.

Appena traslocato, l’abbiamo chiamata per farle sapere che eravamo pronti ad accoglierli ma, purtroppo, i due non si trovavano più. Fortunatamente, il 25 maggio Monica ci ha chiamato per dirci di averli rintracciati e che avremmo potuto portarli a casa quella sera stessa.

Quella sera ci siamo detti

Andiamo a prendere i gattini!

E di corsa ci siamo precipitati all’appuntamento.

Ecco le foto di Tsu e Nami cuccioli nella nostra Gallery: Tsu e Nami cuccioli

Tsu & Nami un anno dopo
Tsu & Nami un anno dopo

Ed eccoli qui, a far da padroni incontrastati a Granny’s House!

A loro due abbiamo dato il primo di una serie di nomi giapponesi che sono diventati la nostra tradizione: si chiamano Tsu & Nami perché fin da piccoli erano vivacissimi!

Questi nella foto sono gli stessi due sputacchi di pelo in formato gigante, immortalati circa un anno dopo essere arrivati a Granny’s House…

Sono diventati grandi insieme, padroni della casa e simpatici giocherelloni.

Ognuno di loro ha sviluppato il proprio carattere: Tsu, che fin da piccolo si è occupato della sua sorellina, è diventato il capo di casa e la “mamma” ufficiale.

Nami, crescendo, è diventata più indipendente dal fratello e sa come prendersi i suoi spazi.

Volete qualche foto in più? Date un’occhiata all’album “Tsu e Nami crescono” con le foto del 2011 e “Tsu e Nami compiono due anni” con le foto del 2012.

Ed ecco che “Arriva Kiri “Pippetto”, il nuovo fratellino“!

Poi è arrivato Kiri…

Kiri nello stallino
Kiri nello stallino

Era il 17 settembre 2012 e stavamo rientrando a casa. La nostra vicina e amica Maria Dina, che ci stava aspettando, ci ha chiesto aiuto perché un gattino si era perso nel suo giardino e lei non riusciva a prenderlo.

Ci siamo avvicinati alla roulotte sotto la quale si era rifugiato e, semplicemente, lo abbiamo chiamato.

Lui, inizialmente un po’ titubante, si è avvicinato e lasciato prendere in braccio. Maria Dina ci ha chiesto di occuparci di lui.

“Cosa facciamo?”, ci siamo chiesti. La nostra preoccupazione era di mettere in pericolo Tsu e Nami in caso il micino fosse stato malato.

Su consiglio dell’amica Alda abbiamo deciso di usare il bagno del terzo piano come “stallino” e di tenerlo separato dai nostri felini finché i veterinari non lo avessero visitato.

Il giorno dopo, mamma Franca lo ha portato dai veterinari che hanno provveduto subito a vaccinarlo. L’appuntamento sarebbe stato di lì ad un mese per il richiamo.

Quella sera il primo incontro: lui, ancora dentro al trasportino, sentendosi intrappolato e vicino a due potenziali minacce, si è messo a soffiare e di conseguenza anche Tsu e Nami. Preoccupati, abbiamo deciso di attendere ancora qualche giorno, prima di farli incontrare.

Abbiamo poi scoperto da Anna, la responsabile del canile di Mirandola, che si trattava di un micino proveniente dalla nostra stessa via e che i proprietari intendevano dare in adozione il piccolino. Abbiamo potuto metterci in contatto con loro per avere rassicurazioni che non fosse stato esposto a malattie orribili come FIV o FELV, così, piano piano, nei dieci giorni che sono seguiti abbiamo cercato di dividere Granny’s House in due parti: in questo modo, abbiamo cercato di far sì che Tsu e Nami familiarizzassero con l’odore del piccolo trovatello, così come lui ha potuto conoscere i loro odori e quelli della casa.
Dieci giorni dopo, abbiamo cominciato a lasciarli liberi tutti insieme, chiedendo a mamma Franca che ogni tanto venisse a controllare che non si picchiassero e che il piccolo fosse al sicuro.

Kiri e Tsu
Dopo undici giorni soltanto, Kiri e Tsu giocano insieme

Kiri (che significa “nebbia”), così chiamato per seguire la nostra tradizione di nomi giapponesi, è così entrato prepotentemente nella vita di Tsu e Nami, rivelandosi un mangione, un piccolo stalker e, soprattutto, un gattino di gomma. Questo perché non ha mai smesso di cercare Tsu per giocare, tanto che Tsu stesso è tornato cucciolo ed è diventato per lui come un fratello maggiore; Nami, invece, non ha mai voluto dargli così tanta confidenza e, per molto tempo, ha sempre cercato di tenerlo a distanza soffiandogli contro e, quando proprio non ne poteva più, dandogli delle belle “pettinate”.

Kiri nell'ottobre 2012 sul tiragraffi
Kiri nell’ottobre 2012 sul tiragraffi

Oggi Kiri vive a Granny’s House senza problemi insieme all’adorato fratello maggiore Tsu e a Nami, sorella adottiva che lo tollera ma che sa tenerlo a bada.
Ma la storia non è ancora finita perché… sta per arrivare una sorpresa!

Le foto dell’arrivo di Kiri a Granny’s House si trovano qui: “Arriva Kiri “Pippetto”, il nuovo fratellino“.

Poi è arrivata Bi!

Bi dorme col papà
Bi dorme col papà

Nel febbraio 2014 Tsu, Nami & Kiri vivevano tutti insieme molto felicemente. Tsu e Pippetto Kiri, questo ormai era diventato il suo nome, andavano molto d’accordo e spesso dormivano insieme.

Non pensavamo di adottare altri gatti, dopotutto eravamo già piuttosto contenti che tutti e tre andassero così d’accordo! Verso la fine di febbraio, tra le miriadi di appelli di adozione, uno ci salta all’occhio: una gattina nera, di otto mesi, abituata alla vita d’appartamento e alla quale la famiglia doveva rinunciare a causa dell’allergia del bambino.

C’è stato poco da fare: la foto di quella gattina così piccola e sola ci aveva già conquistati, così abbiamo deciso di andare a conoscerla (con il trasportino in macchina, ovviamente).

Era il 1° marzo 2014.

Una volta arrivati, la gattina è stata subito incuriosita dai giocattoli che le avevamo portato: un topino e una pallina.

Non avevamo dubbi: lei sarebbe venuta a casa con noi! E così è stato.

Bi sul tiragraffi
Bi sul tiragraffi

Bi aveva già un nome, ma per rispettare la nostra tradizione di dare nomi giapponesi abbiamo contratto l’originale “Briciola” in Bi, che significa “bellezza”: Bi è davvero una bellezza e il nome sembra perfetto per lei!

Pippetto Kiri è stato il suo primo amico: inizialmente l’abbiamo tenuta separata per inserirla in maniera graduale, ma fin da subito Pippetto Kiri ha dimostrato di essere un ottimo ospite.
Tsu, nei primi giorni, produceva suoni suoni degni degli effetti speciali dell’Esorcista.
Ma i suoi versi satanici sono tutta apparenza! Dopo poco tempo anche Tsu ha accettato Bi e Nami, che di solito è la più ombrosa, la considera un’ottima compagna di giochi.

Non è passato molto tempo prima che Bi si inserisse perfettamente nella famiglia: dopo cinque giorni soltanto girava tranquilla per casa e giocava con tutti! Dopo un anno, Bi è parte integrante della famiglia, “figlia” ufficiale di Tsu che fa da mamma a tutti e grande amica del povero Kiri, che deve sempre giocare con lei anche quando non ne ha voglia.

È una scimmietta: adora uscire in giardino e salire sugli alberi. Probabilmente è la gattina più vivace che abbiamo mai conosciuto.

Ma la storia non finisce qui…

Ricordo di Nonna Yuki

Yuki
Yuki

Yuki era una micia molto anziana, ospite del Gattile di Mantova.
La sua era davvero un’adozione del cuore, proprio per la sua età e la storia che aveva alle spalle. Trovata incidentata, nessuno l’ha mai cercata, nonostante fosse stata, anni fa, una persiana di rara bellezza.

La nostra è stata una scelta fatta consapevolmente, facendo attenzione sia alla sua salute che a quella dei bimbis.

Il suo nome era in realtà Neve, ma noi abbiamo deciso di ribattezzarla Nonna Yuki (Yuki significa, infatti, “neve”).

L’inserimento sarebbe forse stato lungo, perché stavamo portando un gatto anziano in famiglia per la prima volta. Pippetto Kiri, ovviamente, è stato il primo ad essere incuriosito da lei. Nonna Yuki amava molto il balcone, adorava dormire al sole ed era molto curiosa di tutto ciò che facevamo. Ogni tanto si affacciava in una stanza e faceva il suo miagolio sgraziato, ma era davvero simpatica e molto dolce: tutta pelle e ossa, non mangiava quasi nulla ma era davvero molto bella.

Sfortunatamente, ci ha lasciato a causa di un ictus dopo soli cinque giorni con noi, senza riuscire a conoscere Tsu, Nami e Bi.

Per molte settimane Pippetto Kiri sembrava cercarla nella stanza in cui lei ha vissuto quei pochi giorni e ancora oggi dorme sulla sua copertina.

Per noi Nonna Yuki sarà sempre parte della famiglia e non la dimenticheremo mai.

Ma la storia non finisce qui…

Poi è arrivato Honda!

Honda
Honda

Quando già pensavamo che Granny’s House fosse al completo e che portare a spasso quattro bimbis fosse molto impegnativo, ecco comparire sulla pagina Facebook dell’Associazione “A Coda Alta” che gestisce il Gattile Comunale di Ferrara un appello che ci ha spezzato il cuore…

Honda, gattino molto spaventato dalle persone, era stato adottato da un ragazzo, Mattia, che per mesi ha cercato di fare del suo meglio per essergli amico e dargli tutto ciò di cui aveva bisogno.

Nato in colonia, Honda ha avuto i primi contatti con le persone solo quando già era grandicello e forse per questo gli è difficile lasciarsi toccare e accarezzare. Mattia, preoccupato che Honda si deprimesse troppo, ha chiesto aiuto all’Associazione “A Coda Alta”: le volontarie hanno capito che ciò che più mancava a Honda era la compagnia di suoi simili.

Ecco dunque che l’appello di adozione per Honda sembrava chiamasse proprio noi: un gattino bisognoso di compagnia di altri gatti, in appartamento, con finestre e balcone in sicurezza… e con un nome giapponese!

Quella domenica siamo corsi a conoscerlo e come già ci aspettavamo non ci è stato possibile avere un contatto diretto con lui.

La decisione era comunque presa: abbiamo lasciato il nostro nome per prenotarne l’adozione e abbiamo dato appuntamento alle ragazze dell’Associazione per la settimana successiva. Il 13 marzo 2015 Honda era a casa con noi.
Inizialmente non è stato semplice: abbiamo deciso di lasciarlo subito libero con gli altri perché in noi vedeva più una minaccia che figure dalle quali cercare protezione.
Honda ci osserva, ci segue, viene quando fischiamo il motivetto della pappa e adora giocare con le bacchette con le penne. Va d’accordo coi suoi fratelli, a parte qualche piccola scaramuccia.

Honda
Honda riposa nel suo castelletto

Ma sarà davvero finita qui la nostra storia?

Chissà…